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Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni 2018

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Le novità delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018


Finalmente, dopo dieci anni, sono state aggiornate, e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n°42 del 20 febbraio 2018, le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni.
Il testo, formato da 12 capitoli, ha subito una generale semplificazione per incontrare rispondenza alle richieste degli utenti, integrando sempre maggiormente la normativa comunitaria dal punto di vista tecnico.
La suddivisione tematica e l’ordine dei capitoli sono rimasti invariati. Nel merito, le modifiche hanno riguardato quasi tutti i capitoli e si possono riassumere succintamente come segue.




Capitolo 1 “Oggetto”

Il capitolo pressoché invariato giacché tratta l’oggetto delle Norme Tecniche delle Costruzioni.


Capitolo 2 “Sicurezza e prestazioni attese”

Nuovi i paragrafi sui requisiti di Sicurezza Antincendio (2.2.3)Durabilita (2.2.4) e di Robustezza (2.2.5). Riformulato il paragrafo sulla Vita nominale di progetto (2.4.1). Eliminato il paragrafo Verifiche alle tensioni ammissibili.


Capitolo 3 “Azioni sulle costruzioni”

Rivisto il paragrafo Sovraccarichi (3.1.4) e Categorie di sottosuolo e condizioni topografiche (3.2.2). Precisazioni vengono poi fornite dai rivisitati paragrafi sulle Azioni del vento (3.3), della neve (3.4), della temperatura (3.5) ed eccezionali (3.6).


Capitolo 4 “Costruzioni civili e industriali”

4.1 “Costruzioni in calcestruzzo”

Le principali modifiche sono inerenti ad integrazioni dei Diagrammi di progetto tensione-deformazione del calcestruzzo (4.1.2.1.2.), precisazioni inerenti alla verifica delle fessurazioni (4.4.8.1.9). Per quanto riguarda gli Stati limite ultimi la possibilità di ridistribuire i momenti flettenti nell’analisi elastica lineare, la minima eccentricità negli elementi compressi e i limiti di snellezza, la valutazione della duttilità degli elementi inflessi. Vengono poi fornite precisazioni sulla Verifica al punzonamento (4.1.2.3.5.4), sulle verifiche a taglio e sulla torsione. Trattazione del calcestruzzo non armato.

4.2 “Costruzioni in acciaio”

Le principali modifiche riguardano il trattamento dell’acciaio inox; rifermenti alla norma europea UNI EN 1090 per l’esecuzione contenuti nei paragrafi Costruzioni di acciaio (4.2), Unioni con bulloni e chiodi (4.2.8.1.1), Requisiti per la progettazione e l’esecuzione (4.2.9); ridefinizione della Classificazione delle sezioni (4.2.3.1); modificato il paragrafo Stato limite di fatica (4.2.4.1.4).

4.3 “Costruzioni composte acciaio-calcestruzzo”

Vengono introdotti miglioramenti, precisazioni nell’intero paragrafo e aggiunto un modello di confina-mento per sezioni compresse in Resistenza della sezione per tensioni normali (4.3.5.3.1).

4.4 “Costruzioni in legno”

Revisione generale per i paragrafi inerenti il legno massiccio e ridefinite le classi di resistenza per il legno lamellare; aggiunta una serie di coefficienti parziali ɣM per le proprietà dei materiali per produzioni continuative di elementi o strutture.

4.5 “Costruzioni in muratura”

Il paragrafo ha fatto un passo avanti nella direzione dell’Eurocodice 6, vengono infatti considerati spessori minimi dei blocchi forati (4.5.2.2.1) e una muratura confinata (4.5.8); le verifiche risultano semplificate e vi sono limitazioni per giunti sottili e a secco (4.5.2.3); per materiali non espressamente menzionati si fa riferimento ai paragrafi 4.6 o al capitolo 11.

4.6 “Costruzioni di altri materiali”

Viene fatto esplicito riferimento a sistemi costruttivi per i quali si deve comprovare l’idoneità e quindi ottenere un’autorizzazione.


Capitolo 5 “Ponti”

Sono state introdotte modifiche destinate a rendere il testo più comprensibile ed omogeneo, in accordo con le norme per le costruzioni stradali. Il paragrafo Compatibilità idraulica (5.1.2.3), negli attraversamenti di corsi d’acqua, introduce delle precisazioni tecniche e documentali.

Per il paragrafo inerente le Azioni sui ponti stradali (5.1.3), sono state apportate modifiche formali e un allineamento all’Eurocodice 1 e al capitolo 3 delle presenti norme, aggiornando prescrizioni per Azioni della temperatura (5.1.3.9), Azioni su parapetti e urto in svio (5.1.3.10), Resistenze passive dei veicoli (5.1.3.11), azioni eccezionali sugli impalcati. È stata eliminata la seconda categoria di ponti in Categorie stradali (5.1.3.3.4). Per i ponti ferroviari, sono stati ritoccati i coefficienti di sicurezza parziali (Tab 5.2 V) e di combinazione.


Capitolo 6 “Progettazione geotecnica”

Il capitolo ha subito modifiche rilevanti e tratta il problema della progettazione geotecnica facendo un distinguo tra progetto e la Stabilità dei pendii naturali (6.3), le Opere di fondazione (6.4), Opere di sostegno (6.5), Opere in sotterraneo (6.7), Opere di materiali sciolti e fronti di scavo (6.8), il Miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi (6.9), il Consolidamento geotecnico di opere esistenti (6.10) e la Fattibilità di opere su grandi aree (6.12). Vengono distinte, nella progettazione, la Caratterizzazione geologica (6.7.2) e la Caratterizzazione e modellazione geotecnica (6.7.3) del sito: modellazione e risultati delle indagini vanno esaurientemente esposti, con relativo commento, in specifiche relazioni. Viene introdotto infine un importante paragrafo sui Tiranti di ancoraggio (6.6), con le relative verifiche, regole di realizzazione e prove di carico.


Capitolo 7 “Progettazione per azioni sismiche”

Il capitolo è stato profondamente rivisitato sia negli aspetti generali che quelli relativi ad alcuni tipi di strutture, così come indicato nell’Eurocodice 8, acquistando miglior chiarezza. Vengono chiariti i termini del paragrafo Principi di progettazione in capacità (7.8.1.7), dei requisiti generali delle opere e i criteri di progettazione e sono stati raggruppati i fattori di sovraresistenza (Tab.7.2.1) richiesti per vari tipi di elementi strutturali. Più funzionali poi le prescrizioni per elementi secondari, elementi non strutturali, elementi di fondazione. Per quanto riguarda la sismicità di un sito, non viene più considerata la classificazione per zone sismiche ma l’accelerazione massima di progetto e nell’analisi strutturale vengono incrementati i fattori di comportamento, ovvero gli ex fattori di struttura. L’analisi modale con spettro di risposta (7.10.5.3.2) rimane riferimento nella determinazione degli effetti dell’azione sismica, ma ne vengono consentite delle altre. Sono ridefiniti i parametri di verifica ai vari SL e della classe d’uso (7.3.6), di elementi strutturali, non strutturali e impianti.

7.4 “Costruzioni in calcestruzzo”

Le principali integrazioni riguardano la possibilità di tener conto del confinamento, l’introduzione delle strutture a pendolo inverso e verifiche di nodi trave/pilastro e pareti. Vengono introdotte prescrizioni su elementi costruttivi delle zone dissipative.

7.5 “Costruzioni in acciaio”

Le modifiche di maggior rilievo riguardano le caratteristiche dei materiali, le verifiche di duttilità e i collegamenti.

7.7 “Costruzioni in legno”

Viene posto opportuno accento sulla necessità del progetto in capacità e della conseguente giustificazione della duttilità attribuita agli elementi strutturali e dei collegamenti, in ragione del coefficiente di comportamento.

7.8 “Costruzioni in muratura”

Sono rivisitate le norme di progettazione, e più precisamente, sono stati ricalibrati i parametri che influiscono sui fattori di comportamento in funzione della tipologia; è stata ampliata la gamma dei requisiti geometrici (7.8.1.4) e vengono forniti i particolari costruttivi (7.8.6.3) richiesti alla muratura confinata.

7.9 “Ponti”

Sono State inserite limitazioni alle possibili riduzioni della risposta sismica e precisazioni sul comportamento dissipativo/non dissipativo, e.

7.10 “Costruzioni con isolamento e/o dissipazione”

Il paragrafo è rimasto sostanzialmente invariato.

7.11 “Opere e sistemi geotecnici”

Sono state apportate modifiche atte a rendere più chiare le varie fasi di progettazione. Per quanto concerne la verifiche agli stati limite ultimi, i coefficienti parziali sulle azioni e sui parametri geotecnici sono da assumersi pari all’unità, mentre quelli sulle resistenze di progetto come indicato nei rispettivi capitoli. Per gli stati limite di danno (SLD) delle fondazioni vengono consentite semplificazioni nella valutazione del coefficiente ɣR.

Capitolo 8 “Costruzioni esistenti”

Nel paragrafo Classificazione degli interventi (8.4) vengono definiti i criteri per la valutazione della sicurezza e per la progettazione degli interventi, secondo tre categorie il cui ordine è invertito rispetto alle NTC 2008: nella prima sono state maggiormente specificate le finalità e le condizioni, nella seconda si precisano i limiti del rapporto ζE valevole anche per i beni culturali, nella terza vi sono alcune precisazioni per gli interventi con variazione di classe e/o di destinazione d’uso senza modifiche strutturali, ζE può ridursi da 1,0 a 0,8. Nel paragrafo Definizione del modello di riferimento per le analisi (8.5) è stata migliorata la definizione dei livelli di conoscenza (LC) e nel paragrafo Caratterizzazione meccanica dei materiali (8.5.3) si precisa che “le prove di cui alla Circolare 08 settembre 2010, n° 7617/STC o eventuali successive modifiche o interazioni, il prelievo dei campioni dalla struttura e l’esecuzione delle prove stesse devono essere effettuate a cura di un laboratorio di cui all’art.59 del DPR 380/2001”: intendendo così dare una più seria e corretta regolamentazione nel- l’ambito dei prelievi e delle prove per l’adeguamento sismico e/o ristrutturazione delle patrimonio edilizio esistente. Nel paragrafo “Progettazione degli interventi in presenza di azioni sismiche, vengono precisate le verifiche da eseguirsi per ogni tipologia d’intervento.


Capitolo 9 “Collaudo statico”

Il capitolo rimane pressoché invariato.


Capitolo 10 “Redazione dei progetti strutturali”

Il capitolo è stato rivisitato senza alterazioni della sostanza.


Capitolo 11 “Materiali e prodotti per uso strutturale”

È il capitolo che ha subito le maggiori revisioni, anche grazie al Regolamento UE 305/2011, che fissa i requisiti base (RB) e le condizioni normalizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Scendendo in maggiori dettagli, rispetto alla precedente versione del 2008, le modifiche hanno riguardato:

Il paragrafo 11.1 “Generalità”, ove vengono meglio definiti i materiali ed i prodotti strutturali che, incorporati in un opera devono soddisfare i requisiti di base di resistenza meccanica e di stabilità. Vengono aggiornati l’ex Benestare Tecnico Europeo (BTE), ovvero la Valutazione Tecnica Europea (European Technical Assessment (ETA), il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) e la Dichiarazione di prestazione. Si chiarisce che il Certificato di Valutazione Tecnica viene rilasciato in base alle Linee Guida del Consiglio Superiore del Ministero dei Lavori Pubblici.

11.2 “Calcestruzzo”

Per quanto concerne il calcestruzzo, vengono chiarite le varie operazioni e distinte le responsabilità inerenti ai controlli in opera; vengono meglio definiti i componenti, in particolare l’uso degli aggregati riciclati e per l’utilizzo del fibrorinforzato vengono indicate come riferimento le disposizioni del Consiglio Superiore del Ministero dei Lavori Pubblici.
In particolare viene rimarcato che i Controlli di qualità del calcestruzzo (11.2.2) il paragrafo sancisce che “le prove di accettazione e le eventuali prove complementari, compresi i carotaggi del paragrafo Controllo della resistenza del calcestruzzo in opera (11.2.6), devano essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art.59 del DPR 380/2001”. Nel paragrafo 11.2.5.3, Prescrizioni comuni per entrambi i criteri di controllo (Tipo A e Tipo B), si dichiara che “Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del Direttore dei Lavori o di un tecnico di sua fiducia che provvede alla redazione di apposito verbale di prelievo e dispone l’identificazione dei provini mediante sigle, etichettature indelebili, ecc.; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali deve riportare riferimento a tale verbale”. Nello stesso paragrafo si introduce anche che “Il laboratorio incaricato di effettuare le prove sul calcestruzzo provvede all’accettazione dei campioni accompagnati dalla lettera di richiesta sottoscritta dal direttore dei lavori. Il laboratorio verifica lo stato dei provini e la documentazione di riferimento ed in caso di anomalie riscontrate sui campioni oppure di mancanza totale o parziale degli strumenti idonei per la identificazione degli stessi, deve sospendere l’esecuzione delle prove e darne notizia al Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il prelievo potrà anche essere eseguito dallo stesso laboratorio incaricato della esecuzione delle prove”.
Nello stesso paragrafo viene espressamente indicato che la prova di compressione dev’essere compiuta tra il 28° ed il 30° giorno di maturazione e comunque entro 45 giorni dal prelievo: in caso contrario le prove vanno integrate con quelle riferite al controllo della resistenza in opera, come indicato nel paragrafo 11.2.6 Controlli della resistenza del calcestruzzo in opera.

Si puntualizza poi che “I Controlli di accettazione sono obbligatori ed il collaudatore è tenuto a verificarne la validità, qualitativa e quantitativa”.

11.3 “Acciaio”

Le migliorie riguardano la terminologia e le procedure, che ora sono state allineate al CPR al fine di garantire la tracciabilità del prodotto. Per gli acciai da calcestruzzo armato (c.a.) e calcestruzzo armato precompresso (c.a.p) sono state adeguate le prescrizioni, in particolar modo i controlli nei centri di trasformazione. Per gli acciai da carpenteria, da segnalare l’adeguamento alla UNI EN 1090-1 e la marcatura CE di elementi pre-lavorati. Vengono distinti i centri di pre-lavorazione dai centri di produzione di elementi (11.3.4.10). Vengono definiti meglio i controlli di produzione, siano essi in stabilimento per la qualificazione, che di accettazione in cantiere. Sono state inserite nuove prescrizioni sulle caratteristiche degli acciai per strutture antisismiche nel paragrafo Acciai da carpenteria per strutture soggette ad azioni sismiche (11.3.4.9).
Viene costantemente rimarcato che, sia nei centri di trasformazione che nell’accettazione in cantiere, l’attore principale dei controlli è il laboratorio di cui all’art.59 DPR 380/2001.

11.4 “Ancoranti per uso strutturale e giunti di dilatazione”

Titolo e contenuto sono completamente nuovi, tratta infatti gli Ancoranti per uso strutturale e giunti di dilatazione, rispetto al precedente Materiali diversi dall’acciaio utilizzati con funzione di armatura in strutture di calcestruzzo armato.

11.5 “Sistemi di precompressione a cavi post-tesi e tiranti di ancoraggio”

Le modifiche sono modeste riguardanti il riferimento alle due Linee Guida per il rilascio della certificazione emanate dal Consiglio Superiore del Ministero dei Lavori Pubblici.

11.6 “Appoggi strutturali”

Paragrafo rimasto pressoché uguale.

11.7 “Materiali e prodotti a base di legno”

Sono stati inseriti dei riferimenti alle norme specifiche UNI EN 14080 e 14081, mentre sono state completamente riviste le parti che riguardano la qualificazione dei centri di trasformazione ed i controlli obbligatori di accettazione in cantiere e relative prove sperimentali, la cui responsabilità è in capo al Direttore dei Lavori.

11.8 “Componenti prefabbricati in c.a. e c.a.p.”

Modifiche formali inerenti ad una migliore definizione dei termini e dei riferimenti alle norme, oltre al fondamentale obbligo di qualificazione per i Dispositivi meccanici di collegamento (11.8.6).

11.9 “Dispositivi antisismici”

Il contenuto del paragrafo è stato esteso ai dispositivi di controllo delle vibrazioni, secondo quanto previsto dalla UNI EN 15129. Le procedure di qualificazione sono state aggiornate al CPR e l’accet-tazione in cantiere è stata integrata con metodi e numero di prove, ammettendo la parziale possibilità di utilizzare anche quelle del controllo in fabbrica (FPC).

11.10 “Muratura portante”

Vengono apportate modifiche limitate alla redazione dei contenuti e precisazioni inerenti alle prove di accettazione.

Nel capitolo 11 è ora intuibile una stretta correlazione all’art.20, “Violazione degli obblighi di impegno dei prodotti da costruzione”, del Decreto Legislativo 106/ del 16/06/2017, che recita:


1. Il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell'esecuzione o il collaudatore che, nell'ambito delle specifiche competenze, utilizzi prodotti non conformi agli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del regolamento (UE) n. 305/2011 e all'articolo 5, comma 5, del presente decreto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 24.000 euro; salvo che il fatto costituisca più grave reato, il medesimo fatto è punito con l'arresto sino a sei mesi e con l'ammenda da 10.000 euro a 50.000 euro qualora vengano utilizzati prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.

2. Il progettista dell'opera che prescrive prodotti non conformi a quanto previsto dall'articolo 5, comma 5, del presente decreto o in violazione di una delle disposizioni in materia di dichiarazione di prestazione e marcatura CE di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del regolamento (UE) n. 305/2011 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euro; salvo che il fatto costituisca più grave reato, il medesimo fatto è punito con l'arresto sino a tre mesi e con l'ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro qualora la prescrizione riguardi prodotti e materiali destinati a uso strutturale o a uso antincendio.


Capitolo 12 “Riferimenti tecnici”

Il capitolo è stato integrato con la procedura di predisposizione e pubblicazione dei documenti che costituiscono riferimento delle Nuove Norme Tecniche.


In definitiva si può affermare che l’edizione 2018 delle nuove Norme Tecniche tende a fornire procedure più restrittive nei controlli, allo scopo di elevare il livello di sicurezza delle strutture esistenti ed di realizzazione futura a tutto vantaggio del fruitore finale: il cittadino.


 

Prove e servizi

Autorizzazione Marcatura CE

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Le prove in sito e in laboratorio riguardano: calcestruzzi, acciai, barriere stradali, aggregati (anche Marcature CE), prove di carico (verifica strutturale), terre, geotecnica stradale, misti cementati, conglomerati bituminosi (anche Marcatura CE), bitumi e verifica di taratura